Domande frequenti
Quote, click day, tempi, costi, alloggio e contratti. Tredici domande che ci fanno le imprese italiane prima di assumere un lavoratore dall'estero, con le risposte per esteso.
Il Decreto Flussi è il provvedimento con cui il Governo stabilisce ogni anno quanti lavoratori non comunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Per il triennio 2026-2028 sono previsti 164.850 ingressi nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028, suddivisi per settore e tipo di rapporto.
Può presentare domanda qualsiasi datore di lavoro italiano — impresa, cooperativa, studio professionale o famiglia — che sia in regola con la propria posizione e in grado di garantire al lavoratore un contratto e un alloggio idoneo. La domanda si invia in via telematica al Ministero dell'Interno nei giorni stabiliti e viene accolta in ordine cronologico fino a esaurimento delle quote.
I tempi non dipendono da noi, ma dalle tempistiche previste dalla normativa, dalla disponibilità delle quote e dai tempi di lavorazione delle diverse amministrazioni coinvolte. Le domande si inviano soltanto nei giorni stabiliti dal Governo — i click day, concentrati fra gennaio e febbraio — e vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle quote.
Precompilazione delle domande · flussi 2027Dalle 9:00 del 23 ottobre 2026 alle 20:00 del 7 dicembre 2026, sul Portale Servizi del Ministero dell'Interno.
Dopo il click day valgono i termini di legge: il nulla osta arriva in circa 20 giorni per i lavoratori stagionali e 60 per i non stagionali, poi il lavoratore richiede il visto al consolato italiano del proprio Paese, entra in Italia e firma il contratto di soggiorno.
Un esempio concreto. Un'azienda che ci contatta in autunno prepara con noi documentazione e domanda precompilata nei mesi successivi, invia al click day di febbraio, ottiene il nulla osta entro la primavera e vede il lavoratore in servizio fra la tarda primavera e l'estate. Chi ci contatta a click day appena passato lavora sulla finestra dell'anno seguente.
Il momento migliore per iniziare è sempre adesso: la fase più lunga non è la burocrazia, è individuare le persone giuste e preparare i documenti prima che la finestra si apra. Quando si apre, le quote si esauriscono in poche ore.
A partire da 780 euro per lavoratore, biglietto aereo compreso. L'importo copre il nostro supporto in tutte le fasi della procedura — dalla gestione dei profili idonei al supporto al professionista autorizzato nella pratica e all'assistenza fino all'arrivo in azienda. Il pagamento è suddiviso in tre versamenti legati all'avanzamento reale della pratica.
| Fase | Quando si versa | Quota |
|---|---|---|
| Avvio pratica | alla comunicazione del rilascio del nulla osta | 30% |
| Visto e volo | alla comunicazione dell'emissione del visto e del biglietto aereo | 50% |
| Arrivo | all'arrivo del lavoratore in azienda | 20% |
Prima del nulla osta l'azienda non versa nulla. Se la domanda non rientra nelle quote disponibili, non sostiene alcun costo per il nostro servizio. L'ultima quota si salda a lavoratore arrivato, non prima.
Sono pochi e chiari. L'azienda si impegna ad assumere il lavoratore con un regolare contratto di lavoro, nel rispetto del CCNL applicato e delle condizioni contrattuali previste dalla normativa. Si impegna inoltre a sostenere le spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese d'origine, e sottoscrive con lui il contratto di soggiorno, che viene poi trasmesso in via telematica allo Sportello Unico per l'Immigrazione.
La legge impone inoltre di garantire un alloggio idoneo. Nei settori in cui operiamo è prassi consolidata che l'azienda garantisca vitto e alloggio adeguati per l'intera durata del rapporto di lavoro, ed è la condizione su cui impostiamo ogni percorso.
Sono impegni che l'azienda sottoscrive già al momento della domanda: per questo li mettiamo per iscritto fin dal primo colloquio, prima che si avvii qualsiasi procedura.
Sì, ed è un obbligo dell'azienda previsto dalla normativa. Nel contratto di soggiorno il datore di lavoro dichiara di garantire al lavoratore una sistemazione conforme ai requisiti minimi previsti per l'edilizia residenziale pubblica e si impegna a sostenere le spese di viaggio per il rientro nel Paese d'origine: senza queste due dichiarazioni il contratto non è valido ai fini del permesso di soggiorno.
La garanzia ha carattere sussidiario: opera quando il lavoratore non dispone già di una propria sistemazione. Working Link non fornisce alloggi — seguiamo individuazione e pratica, la sistemazione resta in capo all'azienda, che nei nostri settori la garantisce per tutta la durata del rapporto.
Il livello di italiano viene valutato caso per caso durante l'individuazione del profilo, insieme all'esperienza e alle qualifiche. Per alcune mansioni la competenza tecnica è il criterio decisivo, mentre per quelle a contatto con clienti o pazienti la conoscenza della lingua assume maggiore importanza.
Su richiesta dell'azienda o del candidato, forniamo inoltre la possibilità di frequentare un corso di lingua italiana di livello A2 prima della partenza. Il costo del corso è a carico del lavoratore.
Se l'azienda ha esigenze linguistiche specifiche, è possibile comunicarle già in fase di individuazione, così da individuare profili coerenti con la richiesta.
Il visto è ciò che porta materialmente il lavoratore in Italia, e arriva dopo il nulla osta. Una volta rilasciato, il nulla osta viene trasmesso dallo Sportello Unico per l'Immigrazione alla rappresentanza diplomatica italiana nel Paese in cui il lavoratore risiede: da quel momento il lavoratore ha sei mesi di tempo per presentarsi al consolato e chiedere il visto d'ingresso per lavoro subordinato.
Il consolato svolge i propri accertamenti e rilascia il visto; con quel visto il lavoratore entra in Italia e firma con l'azienda il contratto di soggiorno. I tempi consolari variano da Paese a Paese: è la fase in cui seguiamo il lavoratore più da vicino, perché un documento preparato male qui fa perdere settimane.
Sono due canali distinti, con date e tempi diversi.
Lavoro stagionale
Lavoro non stagionale
Tutte le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2027, ferma restando la disponibilità delle relative quote.
La scelta non è libera: dipende dalla natura reale dell'attività e dal contratto che l'azienda può offrire. È una delle prime cose che verifichiamo insieme, perché sbagliare canale significa perdere una finestra intera.
Le domande vengono accolte in ordine cronologico di invio fino a esaurimento delle quote fissate per ciascun settore. Se le quote si esauriscono prima, la domanda non viene accolta e va riproposta alla finestra successiva: è il motivo per cui la preparazione conta più della fortuna. Una domanda precompilata, completa e pronta a partire nel primo istante utile ha probabilità molto più alte di una preparata in fretta.
Per l'azienda il rischio economico è nullo: il primo versamento del nostro compenso è legato al rilascio del nulla osta. Se la domanda non passa, l'azienda non ha sostenuto alcun costo di servizio e può ripresentarla alla finestra successiva con la documentazione già pronta.
Meno di quanti se ne possa pensare, e li prepariamo insieme. Per la domanda di Decreto Flussi servono principalmente:
Del lavoratore servono principalmente i dati anagrafici e i dati del passaporto in corso di validità.
La compilazione della domanda sul Portale ALI e l'invio nel giorno stabilito del click day sono curati dal professionista autorizzato ad operare nell'ambito del Decreto Flussi, con il nostro supporto e sulla base della documentazione e delle informazioni fornite dall'azienda. L'azienda dovrà quindi fornirci la documentazione richiesta, collaborare alla predisposizione della pratica e sottoscrivere gli atti che richiedono la firma del datore di lavoro.
I contratti sono due, e non vanno confusi. Il primo è il normale contratto di lavoro subordinato previsto dal CCNL del settore, a tempo determinato o indeterminato secondo il caso: è il rapporto di lavoro vero e proprio, con gli stessi diritti e doveri di qualsiasi altro dipendente.
Il secondo è il contratto di soggiorno per lavoro, che datore di lavoro e lavoratore sottoscrivono dopo l'ingresso in Italia. Dal 2025 non va più firmato necessariamente presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione: viene sottoscritto direttamente fra le parti e trasmesso allo Sportello in via telematica. Contiene le garanzie sull'alloggio e sulle spese di rientro ed è il presupposto per il rilascio del permesso di soggiorno. Senza di esso il lavoratore non può ottenere il permesso, anche se il contratto di lavoro è regolare.
Se il candidato rinuncia, aiutiamo l'azienda a sostituirlo: la supportiamo nell'individuare un altro profilo con esperienza e qualifiche equivalenti, senza ricominciare la procedura da capo.
Per questo, già all'inizio, suggeriamo di valutare più candidati di quanti ne servano e di verificarne motivazione e documenti: una rinuncia va gestita, non subita.
Perché la parte difficile non è compilare un modulo: è avere i candidati giusti pronti prima che si apra la finestra. Affianchiamo l'azienda in tutte le fasi previste dalla procedura: supporto all'individuazione dei profili idonei nei Paesi d'origine — Bangladesh, India, Sri Lanka e Marocco — e all'analisi dei loro curricula, supporto al professionista autorizzato nella preparazione della domanda perché parta nel primo istante utile del click day, monitoraggio del nulla osta, assistenza al lavoratore per il visto e organizzazione del viaggio fino in Italia.
Un errore formale nella domanda o un ritardo di pochi minuti nell'invio costano una finestra intera, cioè un anno. E con il nostro piano di pagamento l'azienda comincia a versare solo quando il nulla osta è stato rilasciato: il rischio della procedura resta dalla nostra parte.
Scrivici: rispondiamo con i tempi e i costi riferiti al tuo settore e al profilo che stai cercando. Il primo confronto non ha alcun costo.
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