Domande frequenti

Decreto Flussi: le risposte per le aziende

Quote, click day, tempi, costi, alloggio e contratti. Dodici domande che ci fanno le imprese italiane prima di assumere un lavoratore dall'estero, con le risposte per esteso.

01Che cos'è il Decreto Flussi e quali aziende possono farne domanda?

Il Decreto Flussi è il provvedimento con cui il Governo stabilisce ogni anno quanti lavoratori non comunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Per il triennio 2026-2028 sono previsti 164.850 ingressi nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028, suddivisi per settore e tipo di rapporto.

Può presentare domanda qualsiasi datore di lavoro italiano — impresa, cooperativa, studio professionale o famiglia — che sia in regola con la propria posizione e in grado di garantire al lavoratore un contratto e un alloggio idoneo. La domanda si invia in via telematica al Ministero dell'Interno nei giorni stabiliti e viene accolta in ordine cronologico fino a esaurimento delle quote.

02Quanto tempo passa dalla domanda all'arrivo del lavoratore?

I tempi non dipendono dalla nostra agenzia, ma dalle tempistiche previste dalla normativa, dalla disponibilità delle quote e dai tempi di lavorazione delle diverse amministrazioni coinvolte. Le domande si inviano soltanto nei giorni stabiliti dal Governo — i click day, concentrati fra gennaio e febbraio — e vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle quote. Da lì in poi valgono i termini di legge: il nulla osta arriva in circa 20 giorni per i lavoratori stagionali e 60 per i non stagionali, poi il lavoratore richiede il visto al consolato italiano del proprio Paese, entra in Italia e firma il contratto di soggiorno.

Un esempio concreto. Un'azienda che ci contatta in autunno prepara con noi documentazione e domanda precompilata nei mesi successivi, invia al click day di febbraio, ottiene il nulla osta entro la primavera e vede il lavoratore in servizio fra la tarda primavera e l'estate. Chi ci contatta a click day appena passato lavora sulla finestra dell'anno seguente.

Il momento migliore per iniziare è sempre adesso: la fase più lunga non è la burocrazia, è selezionare le persone giuste e preparare i documenti prima che la finestra si apra. Quando si apre, le quote si esauriscono in poche ore.

03Quanto costa e come si paga?

A partire da 780 euro per lavoratore, biglietto aereo compreso. L'importo copre l'inserimento della domanda e l'intero processo — selezione dei candidati, gestione della pratica e assistenza fino all'arrivo in azienda. Il pagamento è suddiviso in tre versamenti legati all'avanzamento reale della pratica.

FaseQuando si versaQuota
Avvio praticaal rilascio del nulla osta20%
Visto e voloall'emissione del visto e del biglietto aereo50%
Arrivoall'arrivo del lavoratore in azienda30%

Prima del nulla osta l'azienda non versa nulla. Se la domanda non rientra nelle quote disponibili, non sostiene alcun costo per il nostro servizio. L'ultima quota si salda a lavoratore arrivato, non prima.

04Quali obblighi si assume l'azienda che ospita?

Sono pochi e chiari. L'azienda si impegna ad assumere il lavoratore con un regolare contratto di lavoro, nel rispetto del CCNL applicato e delle condizioni contrattuali previste dalla normativa. Si impegna inoltre a sostenere le spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese d'origine, e sottoscrive con lui il contratto di soggiorno, che viene poi trasmesso in via telematica allo Sportello Unico per l'Immigrazione.

La legge impone inoltre di garantire un alloggio idoneo. Nei settori in cui operiamo — agricoltura e turismo-alberghiero — è prassi consolidata che l'azienda garantisca vitto e alloggio adeguati per l'intera durata del rapporto di lavoro, ed è la condizione su cui impostiamo ogni selezione.

Sono impegni che l'azienda sottoscrive già al momento della domanda: per questo li mettiamo per iscritto fin dal primo colloquio, prima che si avvii qualsiasi procedura.

05È obbligatorio garantire l'alloggio?

Sì, ed è un obbligo dell'azienda previsto dalla normativa. Nel contratto di soggiorno il datore di lavoro dichiara di garantire al lavoratore una sistemazione conforme ai requisiti minimi previsti per l'edilizia residenziale pubblica e si impegna a sostenere le spese di viaggio per il rientro nel Paese d'origine: senza queste due dichiarazioni il contratto non è valido ai fini del permesso di soggiorno.

La garanzia ha carattere sussidiario: opera quando il lavoratore non dispone già di una propria sistemazione. Working Link non fornisce alloggi — seguiamo selezione e pratica, la sistemazione resta in capo all'azienda, che nei nostri settori la garantisce per tutta la durata del rapporto.

06I lavoratori parlano italiano quando arrivano?

Il livello di italiano viene valutato caso per caso durante la selezione, insieme all'esperienza e alle qualifiche. Per alcune mansioni la competenza tecnica è il criterio decisivo, mentre per quelle a contatto con clienti o pazienti la conoscenza della lingua assume maggiore importanza.

Su richiesta dell'azienda o del candidato, forniamo inoltre la possibilità di frequentare un corso di lingua italiana di livello A2 prima della partenza. Il costo del corso è a carico del lavoratore.

Se l'azienda ha esigenze linguistiche specifiche, è possibile comunicarle già in fase di selezione, così da individuare profili coerenti con la richiesta.

07Come funziona il visto d'ingresso?

Il visto è ciò che porta materialmente il lavoratore in Italia, e arriva dopo il nulla osta. Una volta rilasciato, il nulla osta viene trasmesso dallo Sportello Unico per l'Immigrazione alla rappresentanza diplomatica italiana nel Paese in cui il lavoratore risiede: da quel momento il lavoratore ha sei mesi di tempo per presentarsi al consolato e chiedere il visto d'ingresso per lavoro subordinato.

Il consolato svolge i propri accertamenti e rilascia il visto; con quel visto il lavoratore entra in Italia e firma con l'azienda il contratto di soggiorno. I tempi consolari variano da Paese a Paese: è la fase in cui seguiamo il lavoratore più da vicino, perché un documento preparato male qui fa perdere settimane.

08Che differenza c'è tra lavoro stagionale e non stagionale?

Il lavoro stagionale riguarda attività concentrate in determinati periodi dell'anno, tipicamente agricoltura e turismo: ha click day dedicati — nel 2026 il 12 gennaio per l'agricoltura e il 9 febbraio per il turismo — e un nulla osta più rapido, rilasciato in circa 20 giorni. Il permesso di soggiorno che ne deriva è legato alla durata del contratto stagionale.

Il lavoro non stagionale riguarda i rapporti continuativi, a tempo determinato o indeterminato, in settori come metalmeccanico, edile, logistica, tessile, socio-sanitario e cantieristica navale. Ha un click day distinto — il 16 febbraio nel 2026 — e tempi di istruttoria più lunghi, circa 60 giorni per il nulla osta.

La scelta non è libera: dipende dalla natura reale dell'attività e dal contratto che l'azienda può offrire. È una delle prime cose che verifichiamo insieme, perché sbagliare canale significa perdere una finestra intera.

09Cosa succede se la domanda non rientra nelle quote?

Le domande vengono accolte in ordine cronologico di invio fino a esaurimento delle quote fissate per ciascun settore. Se le quote si esauriscono prima, la domanda non viene accolta e va riproposta alla finestra successiva: è il motivo per cui la preparazione conta più della fortuna. Una domanda precompilata, completa e pronta a partire nel primo istante utile ha probabilità molto più alte di una preparata in fretta.

Per l'azienda il rischio economico è nullo: il primo versamento del nostro compenso è legato al rilascio del nulla osta. Se la domanda non passa, l'azienda non ha sostenuto alcun costo di servizio e può ripresentarla alla finestra successiva con la documentazione già pronta.

10Quali documenti deve preparare l'azienda?

Meno di quanti se ne possa pensare, e li prepariamo insieme. Per la domanda di Decreto Flussi servono principalmente:

  • i dati dell'impresa e la visura camerale;
  • i dati e il documento del legale rappresentante;
  • le credenziali digitali necessarie per l'accesso al Portale ALI del Ministero dell'Interno;
  • le informazioni relative al rapporto di lavoro e alla proposta contrattuale, con l'inquadramento e le condizioni previste dal CCNL applicato;
  • la documentazione e le dichiarazioni relative alla sistemazione alloggiativa del lavoratore, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa;
  • l'impegno del datore di lavoro a garantire il pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza nei casi previsti dalla legge;
  • la documentazione necessaria per le verifiche dei requisiti del datore di lavoro e, ove prevista, l'asseverazione richiesta dalla normativa.

Del lavoratore servono principalmente i dati anagrafici e i dati del passaporto in corso di validità.

La compilazione della domanda sul Portale ALI e l'invio nel giorno stabilito del click day li curiamo noi, sulla base della documentazione e delle informazioni fornite dall'azienda. L'azienda dovrà quindi fornirci la documentazione richiesta, collaborare alla predisposizione della pratica e sottoscrivere gli atti che richiedono la firma del datore di lavoro.

11Che tipo di contratto viene stipulato?

I contratti sono due, e non vanno confusi. Il primo è il normale contratto di lavoro subordinato previsto dal CCNL del settore, a tempo determinato o indeterminato secondo il caso: è il rapporto di lavoro vero e proprio, con gli stessi diritti e doveri di qualsiasi altro dipendente.

Il secondo è il contratto di soggiorno per lavoro, che datore di lavoro e lavoratore sottoscrivono dopo l'ingresso in Italia. Dal 2025 non va più firmato necessariamente presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione: viene sottoscritto direttamente fra le parti e trasmesso allo Sportello in via telematica. Contiene le garanzie sull'alloggio e sulle spese di rientro ed è il presupposto per il rilascio del permesso di soggiorno. Senza di esso il lavoratore non può ottenere il permesso, anche se il contratto di lavoro è regolare.

12Cosa succede se il lavoratore rinuncia?

Se il candidato selezionato rinuncia, viene sostituito. Attingiamo al lavoro di selezione già svolto nei Paesi d'origine per proporre all'azienda un altro profilo con esperienza e qualifiche equivalenti: l'azienda non deve ricominciare la ricerca da capo.

È una delle ragioni per cui selezioniamo più candidati di quanti ne servano e ne verifichiamo motivazione e documenti prima di presentarli: una rinuncia va gestita, non subita.

13Perché rivolgersi a un'agenzia invece di fare da soli?

Perché la parte difficile non è compilare un modulo: è avere i candidati giusti pronti prima che si apra la finestra. Selezioniamo le persone nei Paesi d'origine — Bangladesh, India, Sri Lanka e Marocco — ne verifichiamo esperienza, qualifiche e documenti, prepariamo la domanda in anticipo e la inviamo nel primo istante utile del click day, seguiamo il nulla osta, assistiamo il lavoratore al consolato e organizziamo il viaggio fino all'azienda.

Un errore formale nella domanda o un ritardo di pochi minuti nell'invio costano una finestra intera, cioè un anno. E con il nostro piano di pagamento l'azienda comincia a versare solo quando il nulla osta è stato rilasciato: il rischio della procedura resta dalla nostra parte.

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